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SOPA and PIPA

Notizia di questi giorni tra proteste, discussioni e quant’altro è la notizia della proposta di legge SOPA (Stop Online Piracy Act, o H.R. 3261). Vediamo di capire cos’è e cosa producerebbe se fosse approvata (in fase di approvazione attualmente).

SOPA

Il SOPA, se approvato, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti. Permetterebbe inoltre al Dipartimento di Giustizia e ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d’autore. A seconda del richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio, Paypal) d’intrattenere rapporti d’affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenere attivi link verso il sito in questione e la richiesta agli Internet Service Provider di bloccare l’accesso al sito web.

La legge, qualora approvata, renderebbe lo streaming di contenuti vincolati da copyright un reato.

Le sanzioni del SOPA sono ben più aspre di quelle attuali del DMCA: oscuramento del sito, spese legali, rimozione dai motori di ricerca, divieto di intrattenere affari e business con compagnie economiche (Paypal ad esempio), divieto di utilizzo di proxy e VPN, ecc ecc.

Questo il testo alla camera US.

PIPA

Il PIPA (Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act of 2011, o PROTECT IP Act) è una proposta di legge statunitense che si propone di accordare al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti per limitare l’accesso a siti di contraffazione e pirateria informatica, in particolare registrati fuori dal territorio USA.

La proposta di legge si prefigge di potenziare gli strumenti contro siti web registrati e operanti all’estero e autorizza il dipartimento di giustizia a emettere comunque un’ordinanza contro siti web trovati in violazione, anche in caso non si sia individuato un loro responsabile.

Nel PIPA è espressamente previsto che i motori di ricerca «(i) rimuovano o disabilitino l’accesso al sito internet associato al nome a dominio indicato dall’ordinanza oppure (ii) rimuovano i link ai suddetti siti internet».

Azioni del genere si sono viste anche in italia nei confronti di Pirate Bay e Btjunkie, ne abbiamo visto l’inefficacia pratica e anche l’inutilità.

Lista di Oppositori

Questa è una parte della lunga lista di oppositori (anche alcuni colossi del web) ai due atti: Google, Yahoo!, Facebook, Twitter, AOL, LinkedIn, eBay, la Mozilla Foundation, la Wikimedia Foundation, Microsoft, Joomla Foundation.

Maggiori notizie a sopa strike, punto informatico e wikipedia IT.

Andrea Vigato

Author Andrea Vigato

freelance | creazione siti web | consulenza aziendale

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