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Come fare Personal Branding nel mondo 2.0

Con la parola brand vengono normalmente in mente grossi marchi o aziende famose su scala nazionale o internazionale. Basta solo pensare a marchi quali la Ferrari o Armani, che sono conosciuti in tutto il mondo e il cui nome parla da sè.

In realtà il termine brand si estende ben oltre un’azienda o un business in particolare, soprattutto nell’epoca attuale dove molti di noi si mettono sul mercato per offrire le proprie competenze e professionalità in qualità di freelance. Diventando imprenditori di noi stessi, siamo noi stessi il nostro brand. Il nostro nome e cognome (o il nome d’arte che ci siamo dati) è il marchio che ci rappresenta e che per il pubblico là fuori deve diventare sinonimo di ciò che noi siamo, sia dal punto di vista professionale che da quello umano.

Ecco perché è necessario fare personal branding: dobbiamo presentare noi stessi nel migliore dei modi per farci conoscere e metterci in gioco professionalmente.

Vivendo in un’epoca altamente digitale, è necessario che la nostra attività di personal branding (almeno una parte) sia online. Il web, infatti, è un mezzo molto efficace per raggiungere nuovi contatti e ottenere visibilità, se utilizzato nella maniera adeguata.

Il primo passo da cui partire è scoprire come i motori di ricerca ci mostrano agli utenti. Quindi, digitiamo il nostro nome e cognome nella barra di Google e vediamo i risultati. Se non compariamo nelle primissime posizioni, abbiamo tempo per migliorare. L’importante è cercare di comparire almeno nella prima pagina dei risultati.

Naturalmente, per comparire nei motori di ricerca, dobbiamo essere presenti online. La scelta è ampia; per cominciare possiamo realizzare un sito internet che ci presenti e che mostri le nostre competenze, l’eventuale portfolio, una breve presentazione di chi noi siamo e il modo con cui contattarci. In particolare, la pagina del “chi sono” svolge un ruolo importante, a volte sottovalutato, poiché è la nostra presentazione. Parliamo di noi, raccontiamo alcuni aspetti della nostra vita personale, così come dei valori che ci guidano. Poi descriviamo i motivi che ci hanno spinto a intraprendere questa strada e condividiamo con chi ci legge pensieri ed opinioni al riguardo. Così facendo, rendiamo partecipe il lettore della nostra vita e lo invogliamo maggiormente ad affidarsi alla nostra professionalità. Mostriamoci per quello che siamo veramente, le persone (serie) apprezzano l’autenticità.

Se poi vogliamo aumentare la nostra visibilità sul web ed essere più attivi sul campo, un blog è un’ottima soluzione. Il blog è, secondo me, una sorta di via di mezzo tra un sito e un social network; vi dobbiamo mettere sempre una presentazione di noi, del nostro lavoro e poi dedicare lo spazio alla pubblicazione di contenuti. Questi devono essere di qualità, ruotare attorno al nostro ambito lavorativo, ma non essere troppo autoreferenziali, poiché si rischia soltanto di essere scartati.

Scriviamo anche di ciò che più ci piace e ci appassiona, nella vita così come nel nostro lavoro, e riusciremo ad instaurare maggiori relazioni con chi ci segue. Il blog, infatti, è interattivo, poiché prevede lettori e loro commenti ai post pubblicati. Rispondendo a ciò che ci viene detto facciamo sentire la nostra presenza e mostriamo reale interesse nei confronti di ciò che facciamo e di chi ci segue. Le conversazioni, anche quelle virtuali, sono un efficace mezzo di scambio e conoscenza.

Il mondo virtuale offre un altro strumento molto importante per fare personal branding: la rete social. Oggigiorno, se vogliamo essere visibili sul web, è opportuno essere presenti su almeno un canale social. La scelta deve cadere su quello che ci piace maggiormente e che potenzialmente può essere più adatto al tipo di pubblico che vogliamo raggiungere. Naturalmente, si può essere presenti anche su più canali (volendo anche tutti, tuttavia mi sembra un impegno esagerato e dispendioso), ciò che conta è scegliere quelli che utilizziamo con maggiore dimestichezza, perché fare personal branding dev’essere comunque un piacere e non una fatica.

Sicuramente Facebook è il social più utilizzato e conosciuto in assoluto, dove postare video, articolo e immagini (anche dal nostro blog) e dialogare con gli utenti. Così come per il blog, anche sui canali social bisogna intrattenere relazioni e rispondere ai commenti degli utenti. La presenza e l’ascolto sono due aspetti fondamentali, soprattutto se vogliamo farci conoscere come persone serie ed affidabili.

Per quanto riguarda la scelta del social network, se preferiamo mantenerci maggiormente in ambito lavorativo, Linkedin è la risposta migliore, mentre se desideriamo comunicare per immagini, sicuramente Pinterest od Instagram sono più adeguati.

L’importante è aggiornare il nostro profilo con costanza, mostrarci presenti con un certo equilibrio, evitando di postare in continuazione e poi assentarci per giorni. Non è sicuramente facile fare personal branding sui canali social se manchiamo di competenze al riguardo; tuttavia, possiamo partire lentamente ed ampliare il nostro raggio a mano a mano che vi lavoriamo.

La scelta del mezzo dev’essere adeguata alle nostre capacità, al tempo che abbiamo da dedicarvi, al tipo di pubblico a cui ci rivolgiamo e ai nostri gusti. Ad esempio, se siamo poco inclini alla scrittura, meglio un sito piuttosto che un blog. Se preferiamo condividere contenuti di vario genere allora i social fanno al caso nostro. Ciò che conta, secondo me, è che ci manteniamo autentici, che mostriamo noi stessi con spontaneità e sincerità, perché è quello che davvero premia.

Articolo di Gloria Zaffanella (http://www.stampaprint.net)

Andrea Vigato

Author Andrea Vigato

freelance | creazione siti web | consulenza aziendale

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