Il 30 Aprile 1986 il primo computer in Italia, da Pisa, veniva collegato con gli Stati Uniti (il quarto computer in Europa a fare questo grande passo), precisamente con Roaring Creek in Pennsylvania. Questo, con i suoi tempi, aprì un’epoca che oggi viviamo quotidianamente come normale.

Ad oggi infatti può quasi sembrare strano che 30 anni fa (ma chi usa internet da anni sa che la situazione attuale è diversa anche da quella di 15 o 20 anni fa) non ci fossero queste possibilità e il tutto si deve a persone che hanno creduto nel progetto, in ogni parte del mondo. Gli studiosi del CNUCE (Centro Universitario di Calcolo Elettronico) che hanno permesso ciò sono: Luciano Lenzini, Stefano Trumpy e Antonio Blasco Bonito. La connessione satellitare aveva connesso l’Italia ad Arpanet, poi diventato Internet, che ha poi spianato la strada a quello che oggi sembra essere un fenomeno senza crisi e senza sosta e, anche se con peculiari differenze da luogo a luogo, siamo noi stessi oggi a portare avanti tutto ciò.

Sappiamo benissimo che la situazione attuale è dovuta ad un fattore che ci accomuna: la condivisione della conoscenza, delle informazioni e la possibilità di distruggere le distanze, accorciarle e renderle insignificanti. Il percorso è stato molto lungo, Riccardo Luna ha creato un documentario su quella prima connessione.

Il concetto di condivisione della conoscenza e delle differenti situazioni che si sono create attorno al mondo internet viene ben descritto in questa intervista a Corrado Giustozzi.

Personalmente, internet l’ho vissuta fin dai primi anni 90′ grazie ai miei genitori (non c’erano molte persone con PC in casa e connessione internet) ma fin da subito ne ho capito le potenzialità e, stranamente, è diventato il mio lavoro quotidiano. Inizialmente c’erano le BBS (Bulletin Board System), che ho avuto la fortuna di conoscere poco prima della loro “scomparsa”, l’avanzamento a quanto oggi vediamo e utilizziamo quotidianamente si deve allo sviluppo delle connessioni telefoniche.

Chi usava il 56k sicuramente capirà quanto fosse difficile rimanere connessi per chattare o anche solo scambiarsi messaggi e interagire. Potenziando la connessione si è potuti strutturare maggiormente la fruizione del mezzo internet e si è arrivati alle possibilità moderne, che non solo intrattengono tantissime persone ma permettono anche la creazione di nuovi lavori e servizi tra persone distanti nel mondo.

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L’Italia purtroppo è sempre rimasta un po’ indietro con questa tecnologia, pensiamo solo alle Pubbliche Amministrazioni e al Digital Divide ma si riconosce un po’ ovunque, finalmente, il giusto peso che internet deve avere nella vita quotidiana, sia essa lavorativa o semplicemente di svago. Ad ogni modo, è chiaro che internet avanzerà senza guardarsi indietro o aspettare chi non vuole stare al passo.

Andrea Vigato

Author Andrea Vigato

freelance | creazione siti web | consulenza aziendale

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